Mondi surreali, sì, ma terribilmente vicini alla realtà. La distopia è ambientata in scenari negativi in cui non vorremmo vivere, ma che affondano le radici in quello che accade nel presente. È una critica alla società e a ciò che può diventare, in poche parole. Molti autori di romanzi distopici ci hanno visto lungo, e leggendo oggi le loro opere fatichiamo a capire se sia realtà o distopia. Altri sono rimasti lontani da quello che è la realtà oggi, ma tra le righe si può trovare una nuova chiave di lettura del presente. Dai grandi classici a titoli meno conosciuti, ecco 10 libri distopici da leggere assolutamente!
1. “1984” di George Orwell
Se si parla di libri distopici, non si può non citare “1984” di George Orwell. Una forte denuncia ai totalitarismi e alle manie di potere, scritto nel 1948 e oggi attuale più che mai. In questo romanzo troviamo la Terra divisa in tre grandi potenze, tutte con un governo totalitarista e in perenne guerra tra di loro. L’obiettivo? Controllare l’intera società, sorvegliata costantemente dal grande occhio del Big Brother. Da brividi.

2. “Il cerchio” di Dave Eggers
Uscito nel 2021, “Il cerchio” di Dave Eggers parla di un tema attualissimo: la privacy. L’autore fa riflettere su cosa vuol dire la perdita totale di privacy e l’assenza di democrazia. Un racconto surreale e dalle tinte fortemente distopiche, anche se immagina una realtà in cui probabilmente ci ritroveremo davvero tra qualche anno.

3. “L’isola dei senza memoria” di Yoko Ogawa
Il Giappone ci regala moltissimi romanzi distopici che vale la pena leggere. Tra questi ti consiglio “L’isola dei senza memoria” di Yoko Ogawa, che riesce a rapire chi legge con la sua scrittura delicata e ricca di mistero. Ambientato in un tempo imprecisato, il romanzo si sviluppa intorno a un’improvvisa amnesia che cancella la memoria a tutta la popolazione dell’isola. Il risultato? Si sviluppa un crudele regime totalitario, con corpi speciali di polizia che perseguitano chi non riesce a dimenticare e cerca di preservare i ricordi scrivendo. Un inno alla libertà di parola e di espressione.

4. Non tutto il male, Andrea Cassini
Tra new weird, fantasy e distopico, “Non tutto il male” è un romanzo impossibile da incasellare in un unico genere. Una storia che si sviluppa in un’atmosfera onirica, in bilico tra sogno e incubo. E che si rivela essere non solo una metafora del rapporto malato tra uomo e natura, ma anche una forte critica alla società odierna. Un romanzo d’esordio che mette in luce uno stile di scrittura complesso e profondo, curato nei dettagli; con una scelta delle parole impeccabile e un mood sul confine tra pessimismo e speranza. Forse non è una lettura facile. Bisogna avere voglia di complessità per goderselo fino in fondo e aspettarsi di uscirne con il cuore infranto in sette pezzi. Ma ne vale la pena.

5. Il signore delle mosche, William Golding
Parlando di distopia non posso non citare “Il signore delle mosche” di William Golding, considerato uno dei libri distopici per ragazzi più famosi. I protagonisti sono studenti pre-adolescenti, che sopravvivono a un disastro aereo e si ritrovano a vivere senza regole durante una guerra nucleare. Il linguaggio usato nella scrittura è molto semplice e diretto: per questo viene solitamente consigliato come lettura per ragazzi. Ma riletto in età adulta assume nuovi significati.

6. Mattatoio n. 5, Kurt Vonnegut
L’opera di Vonnegut è un mix tra ricordi di guerra e distopia, una sorta di autobiografia con interferenze fantascientifiche. Il protagonista, Billy Pilgrim, altro non è che un alter ego dell’autore. Attraverso la sua vita riviviamo i bombardamenti su Dresda del 1945 e la catastrofe della Seconda Guerra Mondiale. Fino ad arrivare a quei momenti in cui Billy ha ricordi che provengono dal futuro, senza poter fare nulla per cambiare le cose. Un sentimento che conosciamo fin troppo bene. Trovarsi impotenti di fronte a qualcosa di troppo grande per essere combattuto, e doverlo accettare e superare.

7. Il racconto dell’ancella, Margaret Atwood
Difficilmente non conoscerai “Il racconto dell’ancella”, tra i libri distopici più famosi e apprezzati da chi ama il genere. La storia ruota attorno al totalitarismo teocratico della Repubblica di Gilead, che ha ribaltato il governo degli USA ed esercita un forte controllo sulle donne e sul corpo femminile. Non ti ricorda qualcosa avvenuto di recente? Sarà la protagonista a iniziare una lotta per ritornare alla democrazia e difendere la libertà di tutti.

8. Non lasciarmi, Kazuo Ishiguro
Torniamo in Giappone, questa volta con un libro del Premio Nobel per la letteratura 2017 Kazuo Ishiguro. “Non lasciarmi” è la storia di tanti giovani ragazzi che vivono in un collegio nella campagna inglese, isolati dal resto del mondo. Perché è un romanzo distopico, quindi? Impossibile svelarlo senza rovinare la trama. Ti basti sapere che viene svelato nel corso delle pagine, ed è qualcosa di davvero inquietante.

9. L’uomo nell’alto castello, Philip K. Dick
Cosa sarebbe successo se la Seconda Guerra Mondiale l’avessero vinta Germania e Giappone? È questo lo scenario di “La svastica sul sole”, ora ripubblicato con il titolo della serie TV “L’uomo nell’alto castello”. Quello in cui si muovono i personaggi è un mondo all’apparenza ribaltato, ma in fondo simile al nostro.

10. “Il mondo nuovo – Ritorno al mondo nuovo” di Aldous Huxley
Chiudiamo con un libro visionario sul destino dell’umanità e sulla forza di cambiarlo. Ambientato in un futuro totalitario, “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley descrive una società in cui le persone vengono create in provetta e possono accedere a ogni piacere materiale, ma non sono in grado di provare emozioni. Nelle edizioni più recenti, il romanzo è accompagnato dai saggi “Ritorno al mondo nuovo”, in cui l’autore analizza le sue intuizioni alla luce degli avvenimenti centrali del ‘900.

Non ti piacciono i libri distopici? Se preferisci altri generi e sei alla ricerca di qualche consiglio di lettura, dai un’occhiata ai miei articoli nella sezione “Cosa leggo“!





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